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Pellegrino Presidente Fipsas Cuneo

07/02/2019 - A proposito delle immissioni di iridee...

La nostra associazione è notoriamente apolitica e apartitica, ma questo non ci impedisce di esprimere giudizi e valutazioni su provvedimenti che riguardano il nostro settore, presi dalle varie istituzioni e da chiunque operi al loro interno. Abbiamo appreso nei giorni scorsi di un’iniziativa del consigliere regionale del Piemonte Andrissi, movimento 5 Stelle, tesa a sollecitare l’assessorato regionale competente, a vietare l’immissione di trote iridee che, in quanto non autoctone, come recentemente stabilito da una sentenza, danneggerebbero il nostro ecosistema. Premesso che la trota iridea non si può ibridare con la trota marmorata, autoctona e che si vuole tutelare in purezza, il problema è già risolto. Le tematiche da sottoporre con urgenza alle pubbliche amministrazioni sono ben altre, come ad esempio l’inquinamento, la scarsità di acqua dovuta alle troppo numerose concessioni di derivazioni per i diversi usi e agli assolutamente insufficienti controlli sul rispetto del prelievo dei quantitativi autorizzati, la quasi totale assenza di provvedimenti per il contenimento del fenomeno dei cormorani che stanno decimando indisturbati tutto il nostro patrimonio ittico, anche quello che si tende a preservare; snellire le procedure autorizzative per nuovi incubatoi da gestire da parte delle associazioni Ecc. Ecc.

Soprattutto bisognerebbe confrontarsi con coloro che quotidianamente operano in questo delicato ambito a tutela dell’ambiente con attività di recupero della fauna ittica in situazioni di emergenza per carenza di acqua o per inquinamento; contrasto al bracconaggio con le proprie guardie volontarie; riproduzione di trote autoctone in specifici incubatoi gestiti da associazioni tramite i propri volontari, per menzionarne qualcuno. Non ultimo il fatto che federazioni come fa F.I.P.S.A.S. che ho l’onore di presiedere a Cuneo, sostiene costi, che tra le concessioni per le acque alla provincia di Cuneo e relative immissioni ittiche, superano i 100.000 € annui.

A questo proposito voglio segnalare, ringraziandolo perché più volte è intervenuto in nostro favore, il Vice Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, Franco Graglia, nostro tesserato, che in questi giorni su questa vicenda si è attivato puntualmente, inviandoci anche copia del comunicato stampa del suo intervento, che allego.

Giacomo Pellegrino

Presidente Provinciale Cuneo

 

ITTICA, GRAGLIA (FI): NO AL DIVIETO DI IMMISSIONE DELLA TROTA IRIDEA IN PIEMONTE

 

“Leggo con stupore la proposta del consigliere regionale Andrissi che vorrebbe fermare l’immissione nei fiumi della nostra regione della trota iridea. Si tratta di una proposta che non solo non condivido ma che può danneggiare gli allevamenti e le attività commerciali ittiche presenti in Piemonte”. A denunciarlo il vicepresidente del Consiglio regionale Franco Graglia.

 

Spiega l’esponente regionale di Forza Italia, responsabile regionale del Dipartimento Turismo per il partito: “La trota Iridea pur essendo alloctona non riesce a riprodursi autonomamente nelle acque italiane e dunque non è invasiva a livello genetico con le specie autoctone presenti nella Regione Piemonte cioè con il salmo marmoratus, trota marmorata (aplotipo mitocondriale MA)

presente nei fiumi della pianura Padana, Croazia, Slovenia; il salmo ghigii

trota appenninica (aplotipo mitocondriale ME e AD) presente nei bacini appenninici, adriatici e tirrenici e in alcuni torrenti piemontesi quali il fiume Stura di Demonte e suoi affluenti di DX da Vinadio a monte, nel torrente Chisone e Nella Dora Riparia). La trota iridea dunque é proveniente esclusivamente da allevamenti privati certificati e in possesso di indennità per l’immissione in acque pubbliche. Verrebbe immessa a scopo di gare e raduni di pesca e nella maggior parte dei casi dopo pochi giorni dall’immissione non è più presente nei siti di immissione. Non comprendo quindi perché il consigliere regionale del M5S intenda vietare una pratica che non ha conseguenze nell’ecosistema piemontese. Il divieto di immissione, anzi, andrebbe a danneggiare tutto il mondo della pesca sportiva e dell’associazionismo delle società di pescatori che vedrebbero precluso l’oggetto delle loro attività. Vi sarebbe l’impossibilità di organizzare gare e raduni di pesca. Con gravi ripercussioni sia sugli impianti di allevamento sia sulle attività commerciali che ruotano attorno a tali attività”.

 

Conclude Graglia: “E se proprio si volesse prendere in considerazione la proposta proveniente dal M5S non si può pensare di buttare lì un divieto fine a se stesso, sarebbe necessario un ripensamento complessivo dell’intero settore ittico. Dovremmo allora sostenere con politiche regionali l’immissione e la produzione di quella marmorata ben sapendo che non ci sono gli incubatori in molte province e che quindi dovremmo incentivarne la realizzazione. Oggi il settore non è pronto ad una produzione di trota marmorata, ci vorrebbero almeno qualche anno ed è quindi evidente che vorrebbe dire bloccare un intero comparto e creando nuovi disoccupati. Peraltro in questa ridiscussione generale dovremmo inserire, come peraltro ho già avuto modo di sottolineare in Consiglio regionale una azione di contenimento dei cormorani che continuano a decimare la già scarsa quantità di trote marmorate”.